Visualizzazione post con etichetta Ricette americane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette americane. Mostra tutti i post

lunedì 24 giugno 2013

Raspberry chocolate chip muffins

Allora, vi ricordate delle 4 vaschette di lamponi? Bhe 1 me la sono fatta fuori con il gelato e il lemon curd, un'altra me la sono mangiata al naturale, ed altre le ho usate per fare questi faaantaaastici muffins.

Li ho scovati in un blog di una ragazza americana, un blog bellissimo (pieno di americanate, of course, di cui alcune non mi sognerei mai di farle…forse) in cui dispensa degli ottimi consigli per la perfetta riuscita dei muffins, belli gonfi, con la cupoletta, insomma il classico american muffin.

Ho modificato per esigenza alcune cose, qui trovate la ricetta che ho usato io, ma sulle note ho scritto ciò che ho modificato, quindi potete decidere se seguire una o l’altraversione. Sono venuti fuori dei muffins molto molto buoni, e poi si sa che cioccolato e lamponi stanno divinamente insieme, non vi servo mica io che sto qui a ripetervelo… quindi mo vi lascio la ricetta e voi provateli!


RASPBERRY CHOCOLATE CHIP MUFFINS





Ingredienti, per 15 muffins belli gonfi:

375 g di farina
10 g di lievito chimico per dolci in polvere
1 cucchiaino di sale
2 uova a temperatura ambiente
200 g di zucchero di canna
240 ml di latte
120 ml di olio di semi (io di girasole)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
120 g di gocce di coccolate fondente
200 g di lamponi freschi


Procedimento:

Preriscaldare il forno a 220°C.
In una ciotola capiente miscelare la farina, il lievito ed il sale. In un’altra ciotola sbattere (non con il mixer, va benissimo una forchetta) le uova con lo zucchero, poi aggiungere il latte, l’olio e la vaniglia e mescolare bene. Aggiungere quindi gli ingredienti liquidi agli ingredienti secchi e mescolate per pochissimo tempo, giusto per amalgamare gli ingredienti tra loro. Se mescolerete troppo, infatti, vi usciranno dei muffins asciutti e duri. Aggiungere all’impasta le gocce di cioccolato, mescolare poco per incorporarle, e poi i lamponi interi. Mescolate molto delicatamente e sempre poco, per evitare che i lamponi si spacchino. Riempite il vostro stampo da muffin con i pirottini e versateci dentro l’impasto, più o meno fino al bordo, così diventeranno molto gonfi!
Cuocere per 5 minuti a 220°C, poi abbassare la temperatura a 190°C e continuare la cottura per altri 25 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

NOTE:

- l’autrice della ricetta suggerisce di aggiungere anche 1 cucchiaino di cannella;
- in realtà al posto dei 200 g di zucchero di canna, la ricetta portava 150 g di zucchero bianco e 50 g di brown sugar;
- i 240 mol di latte possono essere sostituiti senza problemi con altrettanto latte di soia, di mandorla o latticello.

lunedì 9 aprile 2012

Cookies al cioccolato e fior di sale

È stato amore a prima vista. Un colpo di fulmine. Una folgorazione.
No, non ho incontrato il principe azzurro…ho semplicemente incontrato loro: i Cookies al cioccolato e Fleur de Sel di Christophe Felder!

Li ho scelti come fine pasto per il mio pranzo di Pasqua, accompagnati con delle panne cotte monoporzione in miniatura aromatizzate al lime e vaniglia. Superfluo dire che hanno stupito tutti, e che sono stati anche apprezzati ;-)
Quindi, viste le temperature e il cielo grigio…su, siete ancora in tempo per farli ;-)

Alcune delucidazioni e poi passo alla ricetta: dato che il cioccolato è l’ingrediente predominante, vi consiglio caldamente di usarne uno buono, al 70% di cacao. Se il cioccolato è buono, sarà buono anche il biscotto ;-)
Importante è anche la cottura: 12 minuti dovrebbero essere più che sufficienti, il biscotto non deve essere “super cotto”, anzi: una cottura prolungata li asciugherebbe troppo, rendendoli secchi.
Nel complesso è un biscotto abbastanza dolce, d’altronde la percentuale di zucchero è considerevole, ma vi sconsiglierei di diminuire la dose, penso che poi andrebbe a penalizzare la consistenza favolosa del biscotto.
In sostanza quindi, è un biscotto bello ricco, di quelli che quando ne mangi uno sei già pieno. Me è buono. È incredibilmente buono. È spaziosamente buono. Un gusto particolare e ricercato, dove il Fleur de Sel mette in risalto il sapore del cioccolato fondente. E quando lo mordi, le schegge scioglievoli di cioccolato ti fanno andare in paradiso.

Quindi, cioccolato alla mano, e via! Buon biscotto a tutti :-)

COOKIES AL CIOCCOLATO E FLEUR DE SEL


Ingredienti, per circa 40 cookies, abbastanza grandi:
230 g di cioccolato fondente, 70% minimo
225 g di burro
165 g di zucchero di canna scuro
75 g di zucchero semolato
5 g di Fleur de Sel
3 g di estratto di vaniglia
270 g di farina 00
46 g di cacao amaro
8 g di bicarbonato di sodio

Procedimento:
come prima cosa, tirare fuori il burro dal frigo e lasciarlo ammorbidire un po’.
Nel frattempo, tritare a coltello il cioccolato, a scaglie non troppo fine.
Quando il burro sarà morbido, lavorarlo a pomata, aggiungere i 2 tipi di zucchero ed incorporarli bene. Poi aggiungere anche il sale e la vaniglia, mescolare.
Setacciare a parte la farina con il cacao ed il bicarbonato, non devono esserci grumi di cacao né di farina! Quindi incorporare anche loro assieme al cioccolato. Impastare velocemente per evitare che l’impasto si scaldi e il burro si sciolga, ma se l’impasto dovesse essere un po’ sbricioloso, basterà aggiungere un cucchiaio d’acqua fredda. Formare quindi un salsicciotto di circa 4 cm di diametro, avvolgere in pellicola e stazionare in frigo per qualche ora, meglio una notte.
Riposato l’impasto, riprenderlo e tagliare a fette di circa 1 cm. Sistemare sulla placca da forno rivestita di carta forno, ed infornare in forno già caldo a 170° per 12 minuti, non di più!
Tolti i biscotti dal frigo, saranno molto morbidi, quindi lasciarli raffreddare leggermente sulla placca del forno, e quando saranno duri trasferire su una gratella.
Si conservano in scatole di latta per qualche giorno.

E non è troppo tardi per augurarvi Buona Pasquetta!

venerdì 10 febbraio 2012

The New York Cheesecake

Già quando avevo 5 anni sentivo l’esigenza di avere qualcuno al mio fianco per poterci giocare insieme, per poterlo abbracciare, per poterlo riempire di baci. Per dimostrare a qualcuno che, se ci fosse potuto essere qualcuno al mondo che lo avrebbe amato alla follia, quella ero io. Il desiderio di avere un fratello, o una sorella, era così intenso che davvero, ancora oggi, penso di essere stata uno stress infernale per quei santi di mia madre e mio padre. Avevo tanti bombolotti, tante Barbie –di queste avevo una passione snaturata, ogni volta che con la nonna paterna passavo davanti al negozio di giocattoli, era d’obbligo fermarsi e comprarne una, tant’è che, ancora oggi, ne sono incredibilmente gelosa: guai a chi si azzarda di toccare le mie ben 67 Barbie ;)- ed ogni volta che tenevo tra le mani quelle bambole, facevo finta di tenere per la mano, in realtà, un bimbo vero, quello che avrebbe dovuto essere mio fratello. Fantasticavo un sacco, di accompagnarlo a scuola, all’asilo, di aiutarlo a fare i compiti. Con l’innocenza di una bambina, e anche con un po’ di ingenuità, credevo che il legame che si ha con un fratello, sia un legame tanto forte, avvolgente e magnifico. Un legame che non si potrà mai spezzare, quasi più forte di quello che ci lega alle proprie madri. Delle radici che non potranno mai essere sradicate.
Poi una sera d’inverno, così all’improvviso, succedeva che, mentre la mamma mi lavava i piedini sul bidet, mi disse che presto sarebbe arrivata una cicogna. Ricordo quella sera in maniera così limpida, così perfetta, che ancora stento a crederci! Presto sarebbe arrivato quindi un fratellino, ed io, in quel momento, con i piedini bagnati, ero davvero la bambina più felice al mondo. Poi i giorni passavo, e passavano pure i mesi, ma, purtroppo, non arrivava nulla, nonostante la mia felicità e la curiosità salivano sempre più. Avevo timore di chiedere alla mamma perché quel bimbo che aveva in pancia non volesse nascere! Da quella sera, da quell’annuncio di quella cicogna, passò così un anno, forse anche qualcosa in più. Ma non nacque nessun bambino. Fino a che, non ricordo come, né quando, improvvisamente la pancia della mamma diventava sempre più grossa! E quello era il segno tangibile, la prova ultima che, finalmente, questo fratellino arrivava!!! Nove mesi passarono in fretta, e quando Lorenzo nacque, il 2 aprile del 2000, io avevo 6 anni, ne avrei dovuti fare 7 a luglio. Era bellissimo dentro la sua culletta, in ospedale, ad un giorno di vita, quando lo andai a trovare col papà. Gli avevo confezionato un fiocco azzurro, disegnato da papà e da me colorato col pennarello qualche sera prima che nascesse. Tutti dissero che era il fiocco più bello della nursery, ed io in fondo lo sapevo: lo avevo fatto con così tanto amore, che non poteva non essere tale. Lorenzo cresceva, crescevo anche io, e cresceva anche il mio incondizionato amore per lui. Era davvero un bambino bellissimo, sorrideva sempre, ed aveva due guance belle tonde, sode, che io gli pizzicavo di continuo, facendolo ogni volta piangere a più non posso. D’altronde, era bello anche quando piangeva. Iniziò ad andare all’asilo. Poi fu la volta delle elementari. Ora mi rendo conto che, molte delle cose che avrei voluto fare con lui, non le ho realizzate. Le mie aspettative di bambina erano forse troppo rosee. Lorenzo mi fa spesso e volentieri arrabbiare, molto più spesso litighiamo, anche se poi facciamo sempre pace. A volte le delusioni arrivano, e mi rendo conto di pretendere un po’ troppo da lui. pretendo che lui sia come ero io, una bambina responsabile e che si sapeva arrangiare nelle cose che rientravano nelle sue possibilità. A scuola ero molto più indipendente, mi piaceva applicarmi e vedere bei risultati. Lui no. Lui è molto più menefreghista, ed io questo non lo tollero. È come se fossi un po’ una seconda mamma, ed avendo 7 anni più di lui, mi viene alquanto naturale rimproverarlo o sgridarlo. Mi sarebbe piaciuto dimostrargli di più quanto bene gli voglio, un bene sincero e profondo, un bene sano. Sono certa che anche lui provi le stesse cose nei miei confronti. Quando lo guardo lo vedo ancora bambino, sento il dovere di proteggerlo. Sento che sta crescendo, e che la sua non è proprio un’età facile. Spero che questo momento un po’ burrascoso passi. Ma, nonostante ciò, sento di volergli ogni giorno più bene di prima.

Tutta questa luuunga introduzione era necessaria per farvi capire che, quando Lollo mi ha chiesto di fargli la sua torta preferita, la New York Cheesecake, non ho saputo dir di no :-)

La ricetta l’ho presa dal sito di Joyofbaking, una garanzia, credetemi: questo dolce l’avrò fatto sì e no una ventina di volte, e mi è sempre venuto P E R F E T T O!
Ha una consistenza ricca e cremosa, è assolutamente irresistibile.
Come tutti i dolci di origine americana, è particolarmente sostanzioso, ma che non vi venga in  mente di utilizzare un Philadelphia light o cose di questo tipo: il risultato non sarà assolutamente soddisfacente, quindi…mangiatene una fettina piccola, ma usate ingredienti “giusti”!

NEW YORK CHEESECAKE


Ingredienti, per una tortiera a cerniera da 24 cm:
base:
200 g di biscotti Digestive
30 d di zucchero di canna
80 g di burro non salato

farcia:
650 g di Philadelphia (non deve essere né light, né duo! Serve classico!), temperatura ambiente
130 g di zucchero semolato fino
20 g di farina
3 uova, temperatura ambiente
55 ml di panna fresca
Poca scorza di limone grattata, 1 cucchiaino circa
Poco estratto di vaniglia, 1 cucchiaino circa

topping:
240 ml di panna acida (sour cream)
30 g di zucchero semolato fino
Poco estratto di vaniglia, circa ½ cucchiaino

Procedimento:
Prima di tutto fare la base: fondere il burro, sbriciolare i biscotti nel mixer con lo zucchero e poi amalgamare tutto bene bene. Copri il fondo della tortiera con un disco della stessa misura di carta forno, a cucchiaiate versaci sopra i biscotti amalgamati col burro, livella bene il tutto in modo omogeneo e poni in frigorifero per una mezz’ora, o 45 minuti.
Riscalda il forno a 180°.
Prepariamo il ripieno! In una ciotola capiente versare il formaggio a temperatura ambiente, lo zucchero e la farina. Sbattere, magari con lo sbattitore elettrico o con la planetaria, per circa 2 minuti, fino a quando sarà ben cremoso. Aggiungere le uova a temperatura ambiente, una alla volta, mi raccomando! Prima di aggiungere l’altro, verificare che si sia ben amalgamato l’uovo precedente. Aggiungere quindi anche la panna, la scorza di limone, e la vaniglia, mescolare finché ben incorporati. Tirar fuori dal frigo la base, verificare che il burro si sia ben compattato e versare sopra la crema di formaggio, livellandola bene con una spatola. Non è necessario imburrare ed infarinare i bordi della tortiera, anzi non fatelo proprio, perché quando il dolce sarà cotto e raffreddato si staccherà da sola dalla pareti dello stampo. Infornare e dopo 15 minuti, abbassare la temperatura da 180 a 120° e quindi prolungare la cottura ancora per 35-40 minuti, facendo attenzioni che il dolce non diventi troppo scuro: in questo caso coprite con un foglio di carta di alluminio. Il dolce sarà cotto quando, muovendo leggermente la tortiera, il centro sarà ancora leggermente traballante, della consistenza di tipo un budino.
Quindi estrarre il dolce, lasciando acceso il forno, e preparare il topping: mescola bene in una ciotolina con un cucchiaio la panna acida, lo zucchero e la vaniglia. Versare sul dolce col cucchiaio e a piccoli mucchietti il topping livellandolo il più possibile in maniera uniforme con una spatola. Reinfornare per altri 15 minuti circa.
Estrarre definitivamente il dolce dal forno. Lasciarlo raffreddare fuori dal forno e, quando sarà completamente freddo, farlo riposare in frigorifero una giornata intera, anche due: più il dolce riposa, più buono sarà!
Al momento di servire, togliere la cerniera della tortiera, magari aiutandovi con un coltello, e con lo stesso, se necessario, togliere dai bordi la parte marroncina, facendoli diventare bianchi. Adagiare il dolce su un piatto da portata e decorarlo a piacere.

Solitamente il Cheesecake viene servito o decorato con della frutta fresca (generalmente fragole e/o frutti di bosco) e con annessa salsa di frutta (molto spesso quella di fragole) oppure con una salsa al cioccolato o al caramello. Tuttavia consiglio caldamente di lasciare il Cheesecake bianco, al naturale, ed eventualmente portare in tavola le salse in delle ciotoline, affinché ognuno lo gusti come meglio desidera, per incontrare i gusti di tutti.
Il Cheesecake molto difficilmente non piace :-)

NOTE:
- le dosi che dava Joyofbaking erano superiori di 1/3, in modo da ottenere un Cheesecake più alto. A me piace di più un po’ più basso, per questo ho ridotto le dosi.
- non è un dolce difficile da realizzare, basta seguire fedelmente le istruzioni e, soprattutto, le dosi e i tempi di cottura. La fretta è la peggior nemica del Cheesecake!
- è un dolce comodo perché si può fare in anticipo, e ne guadagna di sapore: prendetelo in considerazione se avete cene in programma per non ridurvi all’ultimo minuto!