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mercoledì 14 agosto 2013

Frolle all'olio e farina di mais

Piove! Finalmente piove! Quanto adoro le giornate autunnali in estate, quelle in cui sei costretta ad infilarti su i calzini e la felpa, che di notte non riesci a prendere sonno se non sei ben coperta dal lenuolo + copriletto, quando appena la notte scorsa ti dava fastidio anche solo la presenza del lenzuolo, quelle in cui ritorna (anche solo per un giorno) il rito del thè caldo alle 5 p.m… insomma, non prendetemi per pazza, l’autunno e l’inverno sono senza ombra di dubbio le miestagioni, amo il freddo pur essenso nata in una città di mare (Jesolo, VE, ndr) e, quindi, almeno per oggi, concedetemi di essere felice assieme al mio beneamato freddo e la mia felpa color corallo :-)

Ma freddo significa anche che…si può accendere il forno senza rischiare la disidratazione a causa dell’elevatissimo calore emanato dall’elettrodomestico in questione che, sommato alle temperature da record dei giorni (settimane) scorsi, per me era un po’ un tabù accendere, e, quindi, oggi si va di…biscotti! Ma mica di biscotti normali, eh… sarà che ultimamente ho la fissa per i dolci con la farina di mais e di conseguenza non potevo che fare dei biscotti…con la farina di mais! In più ci ho aggiunto l’olio al posto del tradizionale burro per fare un cosetta un po’ più naturale, diciamo così, e alla fine queste frolle sono uscite davero buone buone, croccanti come piacciono a me, con la consistenza un po’ granulosa della farina di mais ed il gusto non troppo marcato ma piacevolmente fruttato dell’olio extravergine d’oliva.
Se anche voi avete vogliadi biscotti, allora questi fanno per voi. Provateli, almeno vi  riscaldate un po’  ;-)



FROLLE ALL’OLIO E FARINA DI MAIS








Ingredienti, per circa 20 biscotti:

200 g di farina 0
100 g di farina di mais fioretto
100 g di zucchero di canna
100 ml d’olio extravergine d’oliva (meglio se leggero e fruttato)
1 uovo  + 1 tuorlo
La scorza di 1 limone
1 pizzico di sale

Procedimento:


in una ciotola capiente setacciare le farine ed unire lo zucchero. In una ciotolina a parte, sbattere con una forchetta l’uovo, il tuorlo, l’olio, il sale. Aggiungere gli ingredienti liquidi sbattuti alla ciotola con le farine ed il sale, aggiungere anche la scorza del limone ed amalgamare il tutto fino a formare un panetto di frolla omogeneo e liscio. Lasciar riposare in frigo per un’ora. Passato il tempo del riposo, riprendere il panetto, lavorarlo giusto un attimo con le mani e stenderlo con il mattarello, su un piano infarinato, ad un spessore non troppo sottile (i miei, come vedete in foto, li ho fatti abbastanza cicciotti) e tagliarli con uno stampino a piacere. Infornare a 180°C per circa 15-20 minuti.

venerdì 15 marzo 2013

Biscottini integrali di mandorle, cioccolato e fiocchi d'avena (senza burro nè uova)

Mi ha preso uno strano raptus prima: mentre mi facevo il mio solito giretto tra i vari blog di cucina, sono approdata non so in quale modo da lei. Mi sono subito balzati agli occhi questi biscottini qui, e che dovevo fare? Non provarli? Naaa, non se ne parla nemmeno!
In dispensa gli ingredienti c’erano tutti, e c’era pure la mia voglia di pasticciare in cucina, che non so come mai ma oggi si fa molto sentire ;-)

Sono dei biscottini fatti con farina integrale, mandorle tostate e tritate (anche se nella ricetta originale a dir la verità c’erano le nocciole, ma io non ne avevo), e cioccolato. E già questo basterebbe a valergli la nomina di “biscotto perfetto”, ma…c’è dell’altro! Udite udite, sono senza uova e senza burro, quindi, anche chi dovesse essere a dieta (come la sottoscritta) una piccola pausa dolce se la può permettere eccome, senza tanti sensi di colpa! Io ho fatto un’ulteriore piccola modifica, ho aggiunto i fiocchi d’avena all’impasto che secondo me si abbinano a meraviglia alla tipologia di biscotto, donando un ulteriore nota croccante, assieme a quella della mandorla, che si completa con la scioglievolezza dei pezzetti di cioccolato. Sono dei biscottini semplici e veloci, che possono andare bene per chi è vegano, se si ha l’accortezza di sostituire il latte vaccino con del latte vegetale (di soia, ma anche di riso).

Quindi vi invito caldamente a seguire il mio esempio e farli…subito subito!


BISCOTTINI INTEGRALI DI MANDORLE, CIOCCOLATO E FIOCCHI D’AVENA (senza burro né uova)





Ingredienti, per circa 20 biscottini della grandezza di una noce:

150g di farina integrale
90g di zucchero di canna
50g di fiocchi d’avena biologici
100g di cioccolato fondente al 60% di cacao
100g di mandorle
100 ml di latte
50g di olio d’oliva (uno abbastanza leggero, meglio se fruttato)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale

Procedimento:

iniziare dalle mandorle: pesarle e farle tostare in forno (o in padella) a 180°C per 10 minuti. Farle raffreddare e tritarle nel mixer, fino ad ottenere più o meno una farina (ma anche se ci sono dei pezzetti un po’ più grossi, lasciateli pure!). Tritare il cioccolato a coltello, grossolananamente. In una ciotola capiente miscelare bene la farina, lo zucchero, i fiocchi, il cioccolato, le mandorle. Aggiungere anche il latte, l’olio e la vaniglia e mescolare bene con un cucchiaio, fino ad ottenere un composto un po’ appiccicoso, così:


Prelevare con un cucchiaio un po’ di impasto e dargli la forma di una pallina grande come una noce. Disporli su una teglia foderata con carta forno ed infornare a 180°C per circa 20/25 minuti.

NOTE:
- naturalmente, nulla vi vieta di sostituire la mandorle con le nocciole (come riportava la ricetta originale) o addirittura con le noci.

mercoledì 12 dicembre 2012

Tempo di Natale...tempo di Lebkuchen!

Oggi è una giornata un po’ strana. Dati i preamboli, si preannunciava come la tipica giornata no, quelle che appena ti svegli la mattina pensi: “nooo, non ce la posso fareee, nooo”. Su 5 ore di scuola, 4 erano interrogazioni, ed io ero una più che possibile preda per i professori affamati di voti. Ieri sono tornata da scuola alle 6, dopo aver assistito ad una conferenza sul rapporto tra architettura e filosofia tenuta dall’architetto-professore Renato Rizzi (che non mi ha fatto questa buona impressione che auspicavo, invece, da un pluripremiato architetto-filosofo). Quindi dopo aver studiato arte, Dante, fisica e greco fino quassi a mezzanotte, mi sono naturalmente addormentata con i libri tra le mani. Diversamente dalle mie aspettative, invece, oggi è andato tutto -o quasi- bene. L’8 in arte me lo sono davvero gustato per bene, perché non ci speravo proprio. L’humanitas del prof di fisica che, rendendosi conto del fatto che eravamo imbottiti di interrogazioni come un tacchino nel giorno del Thanksgiving, ha rimandato la sua, è stata una piacevole sorpresa e sono stata ben felice di ringraziarlo. La prof di italiano invece non se lo merita proprio d’essere ringraziata, ma questa è un’altra storia. Greco è andato meglio di quanto mi aspettassi. Fra una lezione a l’atra sono pure riuscita a fare qualche test per la patente, totalizzando il più che onorevole punteggio di 0 errori. Insomma, questa giornata è stata davvero una rivelazione. Perché non credevo di riuscire a dare il massimo anche in un giorno in cui nulla sembrava essere scontato, e che poi alla fine tale si è dimostrato.
Per concludere la giornata, quindi, ci voleva proprio un dolcino per festeggiare (a proposito, avete fatto l’albero?!).

Quindi ho preparato questi Lebkuchen, dei biscotti della tradizione tedesca (o comunque di tutte le zone in cui si parla il tedesco, Trentino Alto Adige compreso) molto speziati e che vengono preparati usualmente per il periodo natalizio. Non esiste una ricetta standard, poiché di questi biscotti esistono moltissime varianti (coperti di cioccolato fondente, senza cioccolato, con la frutta secca, senza frutta secca, con la frutta candita, senza frutta candita, etc) ed ognuna famiglia stravolge la ricetta secondo il proprio gusto. Personalmente, la prima volta che assaggiai questi biscotti fu qualche anno fa, perché mio cugino me ne portò una confezione della Svizzera, ed erano dei biscotti morbidi morbidi ed appunto coperti di cioccolata fondente. Poi non ne ho più mangiati per anni, fino a ritrovarli l’anno scorso al Lidl (e giù di scorpacciate!). Quindi mi si è riaccesa la lampadina e sono andata in cerca di una ricetta per realizzarli in casa. Sono approdata qui, e provai quindi la ricetta contenuta in “Cucinare nella Dolomiti” di H. Gasteiger, G. Wieser, H. Bachmann, che mi piacque molto, ma che ho voluto comunque modificare seppur di poco perché volevo ottenere un gusto leggermente più speziato.
Alla fine sono dei biscotti morbidi, speziati (per me il giusto, ma per esempio ai miei son sembrati addirittura un po’ troppo forti) e che potrete benissimo utilizzare per addobbare l’albero facendo un piccolo foro sulla sommità di ciascun biscotto. Ovviamente potete anche glassarli col cioccolato dopo averli cotti e con la frutta secca, insomma spazio alla fantasia – e al vostro gusto.

Io, con questi, sono davvero entrata nel mood natalizio… ;-)

LEBKUCHEN


Ingredienti,per circa 80 biscotti:
500 g di farina 0
250 g di farina di segale
20 g di bicarbonato di sodio
300 g di miele –per me il millefiori-
200 g di zucchero di canna
1 uovo intero + 2 tuorli
200 g di burro morbido
5 g di cannella
5 g di zenzero
5 g di scorza di limone grattugiata
5 g di scorza di arancia grattugiata
2 g di noce moscata
2 g di chiodi di garofano
1 cucchiaio di Rum
1 pizzico di sale

Procedimento:
in una ciotola capiente, setacciare le farine col bicarbonato. Intanto mettere in un pentolino a scaldare il miele con lo zucchero. Riunire nella ciotola con le farine il miele con lo zucchero,il burro morbido e tagliato a pezzettini, l’uovo ed i tuorli, le spezie, il rum ed il sale. Impastare finchè l’impasto sarà omogeneo, formare la solita palla, e lasciarla riposare in frigo per almeno 3 ore avvolta in pellicola. L’impasto non sarà come quello tipico della frolla, ma più morbido. Passate le tre ore, tirare fuori l’impasto, stenderlo ad uno spessore di circa 5-6 mm di spessore e ritagliarla con le formine che preferite. Solitamente quelli che compro io sono di forma rotonda, ma li ho vista anche a forma di stella, cuore, campana, albero di natale… quando avrete terminato, infornateli in forno già caldo a 180° per circa 10-12 minuti, non devono cuocere troppo altrimenti diventano secchi!
Sono molto più buoni mangiati dopo qualche giorno, ma se non ci riuscite…ahimè, vi capisco, sono buonissimi anche mangiati subito!

lunedì 9 aprile 2012

Cookies al cioccolato e fior di sale

È stato amore a prima vista. Un colpo di fulmine. Una folgorazione.
No, non ho incontrato il principe azzurro…ho semplicemente incontrato loro: i Cookies al cioccolato e Fleur de Sel di Christophe Felder!

Li ho scelti come fine pasto per il mio pranzo di Pasqua, accompagnati con delle panne cotte monoporzione in miniatura aromatizzate al lime e vaniglia. Superfluo dire che hanno stupito tutti, e che sono stati anche apprezzati ;-)
Quindi, viste le temperature e il cielo grigio…su, siete ancora in tempo per farli ;-)

Alcune delucidazioni e poi passo alla ricetta: dato che il cioccolato è l’ingrediente predominante, vi consiglio caldamente di usarne uno buono, al 70% di cacao. Se il cioccolato è buono, sarà buono anche il biscotto ;-)
Importante è anche la cottura: 12 minuti dovrebbero essere più che sufficienti, il biscotto non deve essere “super cotto”, anzi: una cottura prolungata li asciugherebbe troppo, rendendoli secchi.
Nel complesso è un biscotto abbastanza dolce, d’altronde la percentuale di zucchero è considerevole, ma vi sconsiglierei di diminuire la dose, penso che poi andrebbe a penalizzare la consistenza favolosa del biscotto.
In sostanza quindi, è un biscotto bello ricco, di quelli che quando ne mangi uno sei già pieno. Me è buono. È incredibilmente buono. È spaziosamente buono. Un gusto particolare e ricercato, dove il Fleur de Sel mette in risalto il sapore del cioccolato fondente. E quando lo mordi, le schegge scioglievoli di cioccolato ti fanno andare in paradiso.

Quindi, cioccolato alla mano, e via! Buon biscotto a tutti :-)

COOKIES AL CIOCCOLATO E FLEUR DE SEL


Ingredienti, per circa 40 cookies, abbastanza grandi:
230 g di cioccolato fondente, 70% minimo
225 g di burro
165 g di zucchero di canna scuro
75 g di zucchero semolato
5 g di Fleur de Sel
3 g di estratto di vaniglia
270 g di farina 00
46 g di cacao amaro
8 g di bicarbonato di sodio

Procedimento:
come prima cosa, tirare fuori il burro dal frigo e lasciarlo ammorbidire un po’.
Nel frattempo, tritare a coltello il cioccolato, a scaglie non troppo fine.
Quando il burro sarà morbido, lavorarlo a pomata, aggiungere i 2 tipi di zucchero ed incorporarli bene. Poi aggiungere anche il sale e la vaniglia, mescolare.
Setacciare a parte la farina con il cacao ed il bicarbonato, non devono esserci grumi di cacao né di farina! Quindi incorporare anche loro assieme al cioccolato. Impastare velocemente per evitare che l’impasto si scaldi e il burro si sciolga, ma se l’impasto dovesse essere un po’ sbricioloso, basterà aggiungere un cucchiaio d’acqua fredda. Formare quindi un salsicciotto di circa 4 cm di diametro, avvolgere in pellicola e stazionare in frigo per qualche ora, meglio una notte.
Riposato l’impasto, riprenderlo e tagliare a fette di circa 1 cm. Sistemare sulla placca da forno rivestita di carta forno, ed infornare in forno già caldo a 170° per 12 minuti, non di più!
Tolti i biscotti dal frigo, saranno molto morbidi, quindi lasciarli raffreddare leggermente sulla placca del forno, e quando saranno duri trasferire su una gratella.
Si conservano in scatole di latta per qualche giorno.

E non è troppo tardi per augurarvi Buona Pasquetta!

giovedì 5 gennaio 2012

Alla scoperta di nuovi ingredienti: Biscotti allo zenzero e miele


Allora, com’è questo 2012?!
Lo so, lo so, è appena iniziato ma io sono già piena di propositi che….alla fine non riuscirò mai a realizzare! Ma vabbè, i sogni son belli per questo, perché forse in fondo al cuore e all’anima si ha un po’ la certezza che non si riuscirà a metterli in atto :- )
Ma dando uno schiaffo a questo mondo dorato e magico intriso di sogni e passando alla vita, quella vera, oggi vorrei raccontarvi di un ingrediente che, seppur conoscessi da tempo e m’intrigasse alquanto, non avevo né mai utilizzato né mai…comprato! Poi ecco, così d’impulso, mentre correvo tra le corsie del supermercato il 24 di dicembre -sisi alla vigilia di Natale!-  per delle cosucce che sistematicamente quando ti servono non le hai, l’ho preso al volo dallo scaffale e l’ho acquistato, speranzosa di usarlo magari per impreziosire qualche piatto per il pranzo del 25. Sicuramente vi starete chiedendo…o starete pensando… ma chissà che cosa hai mai comprato questa! Bhè, in effetti, nulla di così esclusivo o chic o tanto acclamato…ho acquistato il mio primo zenzero! Che roba scema, vero?!

Si perché potrebbe sembrare una cosa banale, addirittura stupida, ma voi ci avete mai pensato al fatto che esistano così tante cose –non necessariamente culinarie- che noi non abbiamo mai provato o molte volte addirittura mai conosciuto? E che magari queste cose poi, una volta provate, vi piacciono talmente tanto che da lì in poi non ne potrete più fare a meno? Sarebbe da incoscienti continuare ad ignorarle, continuare ad utilizzare sempre la stesse cose, non allargare mai le proprie vedute, non concedersi il diritto –o dovere,  seconda dei punti di vista- di far entrare un po’ di tutte le culture del mondo nella nostra. Io sono partita proprio dallo zenzero! E voi, da cosa partirete voi?


“Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è giapponese. Il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero !!!”
Quindi, lo zenzero! Cito da Giallozefferano.it:
Dello zenzero in cucina si usa principalmente la radice fresca, o la sua polvere essiccata, ma anche  i germogli, le foglie e le infiorescenze vengono consumati crudi o cotti.
Viene usato in gastronomia come spezia per il suo profumo pungente e il delizioso sapore leggermente piccante, ma anche in liquoreria, nell'industria della
birra, nella produzione della frutta candita e di confetture. Nei paesi anglosassoni, oltre al suo vasto impiego nella produzione della birra, viene utilizzato anche per produrre il Gingerale, una bevanda analcolica e gassata preparata con lo zenzero, simile alla nostra acqua tonica.
Lo zenzero si abbina molto bene con carne, pollame, crostacei, pesce e cacciagione; è inoltre molto utilizzato per preparare torte, biscotti (specie quelli natalizi) e dolci secchi in genere; si usa per aromatizzare bibite (aperitivi e sciroppi), salse e creme.



La ricetta proviene dal libro “Muffin e dolcetti” edito da gribaudo di cui vi ho già parlato.
Allora, parlando sinceramente, mi aspettavo un po’ di più da questi biscotti. Me li aspettavo più morbidi, della consistenza simile ad un amaretto morbido, e invece no, sono più “frollosi”. Dal punto di vista delle papille gustative, invece, il sapore che prevalica è senza dubbio quello del miele: quello dello zenzero si percepisce più alla fine, lasciando un gusto frizzantino in bocca che non a me non è dispiaciuto. La scorza d’arancia invece, quasi non si sente. Nel complesso mi sono piaciuti, ma non troppo.
Et voilà, la ricetta!


BISCOTTI ALLO ZENZERO E MIELE
Ingredienti per 30 biscotti:
350 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
Un pizzico di sale
½ cucchiaino di bicarbonato e ½ di lievito chimico
1 cucchiaio di zenzero in polvere, colmo!
La scorza grattata di ½ arancia biologica
125 g di burro
65 g di miele, io ho usato un comune millefiori
1 uovo sbattuto

Procedimento:
In un pentolino sciogliere a fuoco dolce il burro col miele; setacciare in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, zucchero, sale, bicarbonato, lievito, zenzero), miscelarli bene e aggiungere il composto di burro e miele che si sarà un po’ raffreddato. Aggiungere anche la scorza d’arancia e l’uovo sbattuto, quindi lavorate l’impasto con una forchetta fino a renderlo compatto. Impostare il forno a 180°. Con un cucchiaino prelevate dell’impasto, dategli la forma di una pallina leggermente schiacciata ed adagiatela su una teglia con carta forno. Infornate per circa 15-20 minuti e poi lasciar raffreddare su una gratella.

lunedì 19 dicembre 2011

Si dà il via alle pazzesche infornate di biscotti di Natale!

Per me ormai succede da 5 anni.
Ogni 22 dicembre di ogni anno impiego kili di burro, farina, zucchero, uova e sfogo tutta la fantasia, la creatività e la passione che ho. Ma per fare cosa, vi chiederete voi. Ma per fare i biscotti di Natale da regalare, no?!
Eh già.
Credo che ricevere come regalo di Natale dei piccoli, ricchi e colorati pacchettini contenenti golosità ad alto tasso calorico sia un vero piacere! Non c'è nulla di più genuino e, soprattutto, sentito, che ricevere -e fare- regali mangerecci home-made, che siano biscotti tradizionali o rivisitati o preparati per cioccolate in tazza dai gusti strambi ed originali, fino ad arrivare a slurposi sughi per la pasta o eleganti barattoli conciati per le feste contenenti verdure sott'olio e frutta sotto spirito.
Credo sia uno dei modi più carini per far vedere alle persone care quanto teniamo a loro. E così il cucinare diventa un gesto di puro e sincero affetto, un espediente per far capire che ciò che abbiamo sfornato dal nostro forno è stato fatto davvero col cuore!
Insomma, neanche da paragonare al comprare in fretta e furia alle 18 della sera del 24 oggetti per amici, parenti e compagnia bella che poi, nel migliore dei casi, faranno bella vista di sè, per giunta tutti impolverati, in qualche triste vetrinetta che si potrebbe definire "la vetrinetta dei regali inutili di Natale"!
Inoltre, ha pure un vantaggio: è economico!
Eh sì, perchè se voi fate tanti biscottini di frolla e poi li decorate o con la glassa, o con qualche ghirigoro di cioccolato, o con qualche pezzettini di frutta secca, o con la marmellata accoppiati a due a due, non spendete mica tanto eh!

Proviamo a fare 2 conti, per una bella dose di frolla (80 biscotti abbondanti) occorrono:
-farina (1 kg, 0,50€)
-zucchero (1 kg, 0,98€)
-burro(500g, 3,85)
-uova(confezione da 6, 1,25€)
-aromi vari (buccia di limone: limoni, 1,20€ al kg; vaniglia, 3 stecche: 3,75€)
TOT: 11, 63 €

Insomma, se con questa dose riuscite a fare 8 pacchettini, contando 10 biscotti a testa, per ogni pacchettini spendereste circa 1,45€ a testa! Mi sembra un ottimo risultato, che ne dite? Certo, non ho calcolato il costo dell'impacchettamento, ma io per quello utilizzo gli "scarti" della carta da regalo avanzata, e la decoro a mano, così vien fuori pure qualcosa di altamente personalizzato :-) quindi, costo quasi nullo!
Poi per le decorazioni io utilizzo solitamente ciò che ho in casa, e vi invito a fare altrettanto :-)

Ciò che non deve assolutamente mancare, però, è la fantasia! Se avete quella, avete già fatto tutto il lavoro!

Insomma, io dopodomani inizio! Volete un'anteprima?! Eh?!
Allora, come di consueto: 
  •  le pastefrolle, con questa ricetta -per me, la migliore-
  • i Lemon Meltaways, presi da lei
  • i Chocolate Crinkles, presi invece da lei
Prometto poi di farveli vedere, intanto, se volete fare come me, le ricette ve le ho fornite, quindi... non vi resta altro che provare!

E allora...non mi rimane altro che dirvi...

Buone sfornate di biscotti, ragazze! :-)

domenica 11 dicembre 2011

Cuori di vaniglia

Succede sempre così: quando ti vietano qualcosa, non c’è cosa che porti maggior libidine dell’infrangere la regola. Nel caso in cui, poi, sia tu stessa a vietarti categoricamente di introdurre in bocca qualsiasi cibo che potrebbe essere assolutamente “dannoso” per quella che è –o dovrebbe ;-)- essere considerata dieta, bhe, ma allora…dove sta il problema?! Qualcuno aveva forse promesso di mantenerla, questa dieta?! Ma scherziii?!
Ma io dico, ma come si fa a resistere alla Signora delle Tentazioni, ovverosia quella malefica vocina che incessantemente ti dice “ma sì, dai dai, che un biscottino al burro profumato di vaniglia e limone te lo puoi mangiare, dai dai, è solo un innocente e candido biscottino al burro!!!” ma certo, che cavolo vuoi che sia un biscottino al burro?! Solamente un concentrato di calorie, grassi e zuccheri che, ammettilo, non smaltirai nemmeno con 72 ore di corsa ;-)
Ma…alla fine…se non si dà retta al fatto che: certo, non lo smaltisco nemmeno con 72 ore di corsa… ma, invece, si dà retta al fatto che: ok, sono a dieta, ma qualcuno aveva detto che sgarrare ogni tanto fa bene! …al fatto che: ho bisogno di zuccheri e grassi per scaldarmi, è una giornata tanto grigia e fredda! …al fatto che: giuro giuro giuro, mi fermo ad un biscotto solo! …al fatto che: tanto finora sono stata brava, è giunto il momento di concedersi qualche coccola!

Bhe…allora…

Che biscottino al burro sia!!!

Come avrete capito, l’altro giorno avevo una irreprensibile e accesa voglia di…biscotti al burro! Avvolti dal profumo inebriante e dolce della vaniglia, e resi un pizzico frizzanti dal profumo acidulo regalato da pochissima scorza di limone grattugiata, questi biscotti sono perfetti per accompagnare un thè caldo in compagnia delle amiche, sono sublimi anche per essere mangiati così, al nature, diventano invece eleganti se inzuppati in poco cioccolato fondente fuso –io non l’ho fatto sennò…mica mi fermavo ad un biscotto solo!- e, dato che siamo in periodo di regali mangerecci, sono perfetti per essere regalati se li fate a forma di alberello di natale, di pacco regalo, o di pupazzo di neve e se poi li abbellite con delle glasse colorate!

Questi biscotti, insomma, croccanti al punto giusto, non vi faranno di certo pentire per lo sgarro alla “dieta”….fateli!!! Perché, oltre al fatto che sono buonissimi, sono pure relativamente veloci.

Con questa ricetta partecipo al giveaway di “Arabafelice in cucina”: “Marthellati!”

Cuori di vaniglia



Ingredienti per circa 25 biscotti a forma di cuore:
150 g di burro di ottima qualità, freddo di frigo
125 g di zucchero semolato
210 g di farina 00
1 bacca di vaniglia
Una grattatina di scorza di limone non trattato

Procedimento:
in una ciotola, sbattete il burro freddo tagliato a pezzettini piccoli con lo zucchero, per almeno 5 minuti. Deve risultare una massa morbida e montata. Aggiungete i semini della bacca di vaniglia, incidendola a metà nel senso della lunghezza ed estraendo i semini con l’aiuto di un coltellino. E la buccia di limone –mi raccomando, ne basta proprio poca-. Mescolate bene e poi aggiungete anche la farina setacciata, formate una palla che poi avvolgerete in pellicola e lascerete riposare in frigo per un’oretta. Trascorso il tempo di riposo, riprendete la pasta, lavoratela poco, stendetela ad uno spessore di 1 cm, anche 1 cm e mezzo, e ritagliate i biscotti con le apposite formine, nel mio caso a forma di cuore. Adagiate i biscotti in una placca rivestita di carta forno e cuocere in forno caldo a 180° per 13 o 15 minuti, comunque fino a che i bordi saranno dorati.
Consumare preferibilmente a partire dal giorno dopo, sono molto più buoniiii ;-)

NOTE:
- Se preferite, potete omettere la scorza di limone grattugiata, io l’ho messa perché adoro il connubio vaniglia-limone!
- So che è tanta, ma non dimezzate o diminuite la dose di burro: sono sempre biscotti al burro, alla fine! E proprio questo regala una fragranza incredibile al biscotto!
- Come avete visto, la ricetta non presenta uova: quindi questi biscotti possono essere mangiati anche da chi ne è intollerante ;-)

martedì 1 novembre 2011

Sono tornata...con le fave Triestine!

Ebbene sì, è da agosto che non pubblico nulla. Non che in tutto questo tempo -3 mesi, lol- non abbia cucinato niente (ma vi pare possibile? Naaaaaaaaaaa), piuttosto sarebbe oppurtuno dire che sì, ho cucinato scemenze J perché il tempo è sempre quello che è, e tra la scuola che non mi lascia granchè tempo libero, tra il fatto che pure io ho una vita sociale da dover in qualche modo coltivare, tanto per non ritrovarmi come una vecchia zitella acida, tra la vacanza (essì, una stupendissimissima settimana passata in Sicilia, tra le zone di Palermo e Trapani, di cui vi parlerò in seguito con un bel reportage) resami necessaria per non diventare una pazza sclerotica che si sveglia alle 4 di notte, urlante peggio di un neonato, soltanto perché ha sognato che un esercito di fenicotteri la sbranava viva…bhe, dicevo, di tempo per cucinare cose serie davvero non ne ho avuto molto J

Proprio l’altro ieri, però, dato che alla fin fine questo è sempre il ponte di Ognissanti, qualcosa la dovevo pur fare! E così mi è tornata alla mente l’immagine delle vetrine delle pasticcerie di Venezia, dove fanno bella mostra di sé delle confezioni contenenti tanti dolcetti rotondi, tradizionalmente di color cioccolato, rosa o bianco, così bellini e simpatici, che sono le Fave Triestine. Prendono appunto il nome della città che rivendica la “paternità” di questa variante delle Fave dei morti , Trieste appunto. Ma perché proprio dei morti? La tradizione vuole che si consumino il 2 novembre, in sostituzione degli omonimi legumi, come offerta ai defunti.


Composti da farina di mandorle, zucchero ed albumi, questi dolcini vengono solitamente aromatizzati all’acqua di rosa bulgara –in tal caso arricchiti di poco alchermes per donare il caratteristico colore rosa-, al cacao, e quindi di color cioccolato, ed infine alla vaniglia, di color bianco.

Nel complesso la preparazione non è difficile, anzi. Il punto critico credo stia soprattutto nella cottura delle Fave: difatti, i dolci non devono cuocere, ma solamente asciugarsi, in modo che formino un guscio croccante, ma un interno scioglievole. Stiate quindi attenti al tempo, miei cari, non vorreste ritrovarvi con delle fave di marmo, vero? J


Ingredienti:
250 gr di farina di mandorle (mandorle al 100%!!!)
130 gr di farina 00
200 gr di zucchero semolato
3 albumi grandi
1 pizzichino di sale

+
Acqua di rosa bulgara e alchermes, per le fave alla rosa
Cacao amaro, per le fave al cioccolato
I semini di ½ bacca di vaniglia del Madagascar, per le fave alla vaniglia

Procediemento:
in una ciotola capiente lavorate la farina di mandorle, la farina 00, lo zucchero, il sale. Aggiungete un albume alla volta, amalgamandolo con le mani, fino ad ottenere un impasto abbastanza compatto, un po’ appiccicoso. Quindi dividete l’impasto in 3 ciotole, ed aggiungere alla prima un cucchiaio di acqua di rosa e l’alchermes, alla seconda 2 cucchiai di cacao ed alla terza la vaniglia. Formate delle palline della grandezza di una noce più o meno e schiaffatele in forno a 80° per circa un’ora e mezza, anche 2 se lo ritenete necessario.

NOTE:
-         le mie le ho aromatizzate al cacao, alla vaniglia e, anziché alla rosa, al pistacchio. Per quest’ultime ho semplicemente aggiunto all’impasto circa 15 o 20 gr di pasta di mandorla al pistacchio presa, ovviamente, in Sicily: ottimi!


-         Una delucidazione sulla farine di mandorle è doverosa! Io consiglio vivamente di acquistare quella già pronta, per il semplice motivo che non otterreste lo stesso risultato se vi mettete a macinare le mandorle col mixer. Ma, dato che la farina è piuttosto cara – io 500 gr li ho pagati 6 euro, sempre in Sicilia…ma sono sicura che erano SOLO mandorle- se proprio non riuscite a reperirla, abbiate l’accortezza di macinare le mandorle con la funzione pulse del mixer J

A presto con altre ricettine autunnali :-)

lunedì 8 agosto 2011

Biscotti con cioccolato bianco, mandorle e limone

E' da anni che so dell'esistenza della Caprese bianca con cioccolato, mandorle e limone, ma, non chiedetemi il motivo, l'ho sempre snobbata :-)
forse perchè ho sempre pensato che cioccolato e limone non andassero d'accordo...

Quest'inverno:
Stadio comunale, sono sugli spalti ad assistere -più o meno- alla partita di calcio del mio fratellino. Mentre guardo, ovviamente parlo con la mamma di un amico di Lollo. Mi parla della torta che ha preparato qualche giorno fa, la famosa Caprese al cioccolato bianco, limone e mandorle. Le sorrido per farle capire che ne avrei apprezzata una fetta, hahaha!!! ma lei sembra non capire. Eccheccavolo, mi stuzzica l'idea, ma non riesco ad immaginare il sapore. Lo so, significa che è meglio se non la faccio... :-)

7 giorni fa:
Giro un po' in rete...ma cosa mai mi capita sotto gli occhi: la caprese bianca! Mi ricorda qualcosa... cavolo, si, adesso ricordo...quest'inverno...limone e cioccolato bianco...! Aspetta un attimo, ho detto limone e cioccolato bianco?! Cavolo! Limone e cioccolato bianco, sa d'estate!!!
Avevo voglia di biscottare...ma al limone e cioccolato bianco e mandorle c'era solo la torta, mica i biscotti :-( e mo che faccio?! ma ovvio! MI INVENTO....

I BISCOTTI CAPRESE AL CIOCCOLATO BIANCO, LIMONE E MANDORLE!



Ingredienti per 15 biscotti:
230 gr di farina 00
80 gr di zucchero bianco
100 gr di burro
1 uovo
100 gr di cioccolato bianco
1 limone, scorza + 2 cucchiai di succo
mandorle senza pelle, 15 intere

Procedimento:
Prendete il limone non trattato, mi raccomando!!! dal frigo, lavatelo, grattuggiate la buccia e spremetelo, mettete tutto da parte. In una ciotola montate a  crema il burro a pezzetti leggermente morbido con lo zucchero e la scorza grattata di limone, quandoi è spumoso aggiungete piano il succo di limone e l'uovo, amalgamate bene! Aggiungere la farina, amalgamare, e quando il composto sarà "sbricioloso" aggiungere il cioccolato bianco tagliato a quadratini piccoli, che, fino adesso sarà stato in frigo, sennò col caldo vi si scioglie in mano :-)
appallottolate e via in frigo per qualche ora.
passato il tempo, senza scaldare troppo l'impasto, fate delle palline poco più grandi di una noce, pigiate poco col dito sul centro, spiaccicateci sopra una mandorla e adagietele su una teglia, e via in forno a 180 gradi per...25 minuti, attenti che rimangono bianchi :-)

NOTE:
- sono molto molto molto burrosi...se siete a dieta, non fateliiiii!

domenica 5 giugno 2011

Il primo contest e i Biscotti al limone e Zenzero

L’autunno e l’inverno sono per molti versi le mie stagioni preferite. In autunno mi affascina vedere l’asfalto nero delle strade coperto per lo di più da foglie rosse, gialle ed arancioni; amo l’arrivo del piumone sul mio letto, perfetto per fare –e farsi fare, of corse- un po’ di coccole al tepore; gioisco al pensare che finalmente potrò gustare la vellutata di zucca che sa veramente di zucca, le castagne, e tutti quei dolci ricchi, leggasi comfort food, che mangiarli d’estate sarebbe davvero impensabile; anche il mare m’affascina indubbiamente di più d’autunno –ma anche d’inverno- quando la spiaggia è desolata, l’acqua gelida, e il cielo spesso e volentieri grigio: dalla finestra del salotto posso ammirarlo, quel mare scuro e arrabbiato e alquanto tristemente inquinato, e percepisco dentro di me una forza incredibile: è proprio vero che chi nasce al mare, il mare se lo porta dentro di sé ovunque vada!
Dell’inverno amo praticamente ogni cosa, tranne le piogge incessanti, soprattutto la mattina, quando alle 6:35 metto il piede fuori dell’uscio di casa per avviarmi verso la stazione dell’autobus e anacronisticamente mi ritrovo le lenti degli occhiali piene di goccioline d’acqua. La cosa a cui non rinuncerei mai e poi mai d’inverno è la stufetta: santo subito colui che l’ha inventata! Ma se c’è qualcosa che amo più di tutte le altre cose, che è al di sopra di tutto (perfino del cioccolato), che se non c’è mi sento male, è il thè caldo: ogni pomeriggio, alle 5:30 pm, il mio appuntamento prediletto è al tavolino di vetro in salotto, comodamente distesa sul divano, davanti alla televisione, dove gusto qualche prezioso infuso, ogni volta diverso. Ovviamente non può mancare qualche piccolo pasticcino per l’accompagnamento! Biscotti, piccole torte, crostatine: qualsiasi cosa è buona, basta sia fatta con le mie mani. Non è una mania, ma una questione di principio: l’ora del thè è un’ora solo mia, un’ora ritagliata tra tantissimi impegni, e dev’essere un’ora spesa non bene, di più! E’ qualcosa di magico, che ovviamente passa attraverso le stagioni: è buono sempre, come d'estate (magari gustato freddo con ghiaccio e menta) e  d'inverno!
Voi ditemi se c’è qualcosa di più prezioso, rilassante, rigenerante, depurativo –per la mente ed il corpo- ed “amichevole” di una tazza di thè: se lo trovate, vi prometto che vado sulla luna :-)


Questi biscotti li preparo spesso per la mia ora del thè, sono abbastanza semplici, ed hanno un gusto molto particolare: lo zenzero e il limone si sentono molto e si compensano alla perfezione: un connubio davvero perfetto ed intrigante!
E' questi infatti che mi ha spinta a partecipare al contest indetto da “La ciliegina sulla torta” : E’ sempre l’ora del tè!. Complice questa accattivante iniziativa, ho 2+2 e il risultato è stato questo!

A questi biscotti consiglio di abbinare un thè verde aromatizzato allo zenzero: è il mio preferito!

Biscotti al limone e Zenzero






INGREDIENTI
Per la frolla:
220 g di farina 00;
30 g di farina di mais fina –fioretto-;
150 gr burro morbido di ottima qualità;
75 gr di zucchero a velo;
25 gr di Zenzero candito grattugiato;
1 uovo medio;
1 limone e mezzo, abbastanza grande: la buccia grattugiata;
3 gr di lievito chimico in polvere;
un pizzico di sale

Per la glassa:
80 gr di zucchero a velo;
5 cucchiaini da caffè di succo di limone

Preparazione:
Prima di tutto si prepara la frolla: si lavora con una forchetta il burro a pomata con lo zucchero, la buccia del limone e lo Zenzero candito e grattugiato. Quando il tutto diventerà una crema liscia, si aggiunge l’uovo, precedentemente sbattuto, lo si amalgama molto bene, si aggiunge anche il sale, e si unisono le due farine setacciate con il lievito. Si forma una palla che andrà a riposare in frigorifero per almeno 2 o 3 ore. E’ importante il passaggio in frigo, affinché i sapori si fondano per bene e il burro si compatti per conferire ai biscotti una friabilità eccezionale.  Passato il tempo di riposo, si riprende l’impasto, lo si lavora pochissimo con le punta delle dita per renderlo elastico, lo si stende ad uno spessore di circa 0,5 cm ritagliandolo della forma preferita e si infornano i biscotti ottenuti, in forno già caldo, a 200° per 10 minuti, non di più! I biscotti dovranno rimanere bianchi in superficie.
Mentre i biscotti cuociono, si prepara la glassa: in una tazza, si setaccia lo zucchero a velo aggiungendo il succo del limone –sarebbe meglio filtrato- e si mescola energicamente per non formare grumi. A piacere si può aggiungere pochissimo zenzero; io sono solita non metterlo, dato che è già abbastanza percettibile nei biscotti.
Quando i biscotti saranno stati sfornati e raffreddati su di una gratella, si procede a decorarli con la glassa. Consiglio vivamente di usare la glassa, avranno un sapore di limone abbastanza pungente, che piacerà senza dubbio agli amanti di quest’ultimo.
Si può procedere quindi alla decorazione del biscotto: a piacere si possono usare dei piccoli pezzettini di zenzero candito, delle scorzette di limone candite, o anche al naturale, oppure entrambi insieme!


lunedì 9 maggio 2011

Biscotti di riso al profumo d'arancia

8 Maggio: festa della mamma.
Ho sempre ritenuto che queste feste, così tanto pubblicizzate e consumistiche, siano soltanto delle scusanti per far spendere soldi alla gente per comprari i soliti regalini che andranno poi accantonati sul cassetto degli oggetti "non utili e che prendono solo polvere". In effetti lo penso ancora assai fermamente, ed ancor più fermamente credo che le mamme vadano festeggiate ogni giorno per tutto l'amore e l'affetto che solo la mamma sa dare, in ogni momento, sia quelli più belli che quelli più difficili. La mamma è sempre la mamma, si sa!
Ma insomma, quest'anno mi sono addolcita un po' di più, ho pensato che forse..si insomma, forse qualcosa di minimo glielo dovevo pur fare, visto l'anno che è corso...ma qualcosa di speciale, fatto da me, che si sente che è stato fatto col cuore!

E' così che sono nati questi semplicissimi biscottini ma anche tanto tanto tanto buoni! Dei frollini dal gusto molto delicato, che profumano appena d'arancia e hanno una fragranza che raramente ho trovato in biscotti del genere!
L'utilizzo della farina di riso non è stata una scoperta, infatti l'avevo già utilizzata diverse volte per delle torte -le rende più soffici!- ma regala un sapore molto particolare ed una leggerezza incredibile.

Biscotti di riso al profumo d'arancia



Ingredienti per circa 35 biscotti:
200 gr di farina di riso
150 gr di farina 00
150 gr di burro
120 gr di zucchero
1 uovo
1 puntina di lievito chimico in polvere
scorza grattuggiata di 1 arancia
2 cucchiai di latte, solo se necessario

Preparazione:
Lavorare in una terrina con una forchetta il burro a temperatura ambiente, lo zucchero e la scorza d'arancia; quando il composto sarà spumoso aggiungere l'uovo ed amalgamarlo bene. A questo punto aggiungere le due farina setacciate insieme con il lievito, impastare sempre con la forchetta, fino a formare delle grosse briciole che raccoglierete a palla senza lavorare troppo l'impasto! Se fanno fatica a raggrumarsi, utilizzate il latte.
Incellophanare la palla e farla riposare in frigo per qualche ora.
Passato il tempo di riposo, stendere la pasta ad uno spessore di massimo 1 cm, ritagliare con le formine preferite e cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.