lunedì 20 febbraio 2012

Polvere di limone ed arancia, essicata

No, oggi niente post melo-drammatico ;-)

Se io vi chiedessi qual è l’ingrediente che usate più spesso in cucina e quello a cui non potete MAI rinunciare, quello che in dispensa –o in frigo, o dove volete- c’è SEMPRE, ma proprio sempre sempre, voi cosa mi rispondereste?!
Io non ho nessun dubbio a riguardo: infatti, nella mia cucina c’è sempre il limone.
A parte il fatto che trovo stia sempre magnificamente con tutto (leggi: dolci, biscotti, pesce, carne, pasta, riso, verdura, salse, condimenti), io lo uso anche come “profumatore” per la lavastoviglie; nei periodi natalizi faccio essiccare le bucce e poi le appendo all’albero e, molto spesso poi, tagliate a julienne, diventano una decorazione semplice ma raffinata; qualche goccia del suo succo va sempre a finire nel mio thè caldo, oppure, addirittura, nello struccante fai-da-te (prossimamente la “ricetta” lol), conosciute le sue potenti azioni astringenti ;-)

Ma un’altra protagonista importante della mia cambusa è anche l’arancia.
Stessa storia del limone, la trovo un agrume molto versatile, che si adatta bene con tutto e che caratterizza ogni piatto, o quasi :-)

E quindi, dato che in questo periodo non è molto facile reperire agrumi date le sfavorevoli condizioni climatiche, qualche tempo fa mi si è accesa una lampadina nella testa: perché non essiccare le bucce di limoni e arance (ma non solo, si può fare anche con cedri, mandarini, etc.) per poi grattugiarle ed avere in questo modo sempre aromi profumatissimi e pronti all’uso?
Ci ho provato e il risultato mi ha entusiasmata: vi faccio vedere come si fa, senza tante pretese, è una cosa davvero scemissima ma che può tornare utile :-)

Ovviamente poi potrete fare dei mix a vostro gusto, per esempio io ho fatto tanti sacchettini diversi: arancia, limone, arancia e limone assieme, limone e zenzero, arancia e vaniglia, limone e vaniglia… via libera alla fantasia!

POLVERE DI LIMONE E ARANCIA, ESSICATA



I protagonisti:
limoni (meglio se biologici, o comunque non trattati)
arance (meglio se biologici, o comunque non trattati)

Procedimento:
è sufficiente lavare benissimo gli agrumi, asciugarli e con un pelapatate sbucciarli verticalmente. Tagliare a coltello le bucce a julienne, molto fini così si seccheranno prima. Riporle in un piatto e metterle in microonde, alla massima potenza per 1 minuto, ma anche meno, stando con gli occhi attaccati al micro perché si bruciano molto facilmente ;-) quindi in un tagliare sminuzzarle con la mezzaluna fino ad ottenere un polvere.
Si conservano per molto tempo chiusi o in barattolini di vetro oppure anche in bustine (quelle per congelare gli alimenti, per intenderci).
Ricordate di attaccare delle etichette ad ogni singolo barattolino/bustina per riconoscere facilmente le vostre polveri, nel caso ne facciate più d’una!


venerdì 10 febbraio 2012

The New York Cheesecake

Già quando avevo 5 anni sentivo l’esigenza di avere qualcuno al mio fianco per poterci giocare insieme, per poterlo abbracciare, per poterlo riempire di baci. Per dimostrare a qualcuno che, se ci fosse potuto essere qualcuno al mondo che lo avrebbe amato alla follia, quella ero io. Il desiderio di avere un fratello, o una sorella, era così intenso che davvero, ancora oggi, penso di essere stata uno stress infernale per quei santi di mia madre e mio padre. Avevo tanti bombolotti, tante Barbie –di queste avevo una passione snaturata, ogni volta che con la nonna paterna passavo davanti al negozio di giocattoli, era d’obbligo fermarsi e comprarne una, tant’è che, ancora oggi, ne sono incredibilmente gelosa: guai a chi si azzarda di toccare le mie ben 67 Barbie ;)- ed ogni volta che tenevo tra le mani quelle bambole, facevo finta di tenere per la mano, in realtà, un bimbo vero, quello che avrebbe dovuto essere mio fratello. Fantasticavo un sacco, di accompagnarlo a scuola, all’asilo, di aiutarlo a fare i compiti. Con l’innocenza di una bambina, e anche con un po’ di ingenuità, credevo che il legame che si ha con un fratello, sia un legame tanto forte, avvolgente e magnifico. Un legame che non si potrà mai spezzare, quasi più forte di quello che ci lega alle proprie madri. Delle radici che non potranno mai essere sradicate.
Poi una sera d’inverno, così all’improvviso, succedeva che, mentre la mamma mi lavava i piedini sul bidet, mi disse che presto sarebbe arrivata una cicogna. Ricordo quella sera in maniera così limpida, così perfetta, che ancora stento a crederci! Presto sarebbe arrivato quindi un fratellino, ed io, in quel momento, con i piedini bagnati, ero davvero la bambina più felice al mondo. Poi i giorni passavo, e passavano pure i mesi, ma, purtroppo, non arrivava nulla, nonostante la mia felicità e la curiosità salivano sempre più. Avevo timore di chiedere alla mamma perché quel bimbo che aveva in pancia non volesse nascere! Da quella sera, da quell’annuncio di quella cicogna, passò così un anno, forse anche qualcosa in più. Ma non nacque nessun bambino. Fino a che, non ricordo come, né quando, improvvisamente la pancia della mamma diventava sempre più grossa! E quello era il segno tangibile, la prova ultima che, finalmente, questo fratellino arrivava!!! Nove mesi passarono in fretta, e quando Lorenzo nacque, il 2 aprile del 2000, io avevo 6 anni, ne avrei dovuti fare 7 a luglio. Era bellissimo dentro la sua culletta, in ospedale, ad un giorno di vita, quando lo andai a trovare col papà. Gli avevo confezionato un fiocco azzurro, disegnato da papà e da me colorato col pennarello qualche sera prima che nascesse. Tutti dissero che era il fiocco più bello della nursery, ed io in fondo lo sapevo: lo avevo fatto con così tanto amore, che non poteva non essere tale. Lorenzo cresceva, crescevo anche io, e cresceva anche il mio incondizionato amore per lui. Era davvero un bambino bellissimo, sorrideva sempre, ed aveva due guance belle tonde, sode, che io gli pizzicavo di continuo, facendolo ogni volta piangere a più non posso. D’altronde, era bello anche quando piangeva. Iniziò ad andare all’asilo. Poi fu la volta delle elementari. Ora mi rendo conto che, molte delle cose che avrei voluto fare con lui, non le ho realizzate. Le mie aspettative di bambina erano forse troppo rosee. Lorenzo mi fa spesso e volentieri arrabbiare, molto più spesso litighiamo, anche se poi facciamo sempre pace. A volte le delusioni arrivano, e mi rendo conto di pretendere un po’ troppo da lui. pretendo che lui sia come ero io, una bambina responsabile e che si sapeva arrangiare nelle cose che rientravano nelle sue possibilità. A scuola ero molto più indipendente, mi piaceva applicarmi e vedere bei risultati. Lui no. Lui è molto più menefreghista, ed io questo non lo tollero. È come se fossi un po’ una seconda mamma, ed avendo 7 anni più di lui, mi viene alquanto naturale rimproverarlo o sgridarlo. Mi sarebbe piaciuto dimostrargli di più quanto bene gli voglio, un bene sincero e profondo, un bene sano. Sono certa che anche lui provi le stesse cose nei miei confronti. Quando lo guardo lo vedo ancora bambino, sento il dovere di proteggerlo. Sento che sta crescendo, e che la sua non è proprio un’età facile. Spero che questo momento un po’ burrascoso passi. Ma, nonostante ciò, sento di volergli ogni giorno più bene di prima.

Tutta questa luuunga introduzione era necessaria per farvi capire che, quando Lollo mi ha chiesto di fargli la sua torta preferita, la New York Cheesecake, non ho saputo dir di no :-)

La ricetta l’ho presa dal sito di Joyofbaking, una garanzia, credetemi: questo dolce l’avrò fatto sì e no una ventina di volte, e mi è sempre venuto P E R F E T T O!
Ha una consistenza ricca e cremosa, è assolutamente irresistibile.
Come tutti i dolci di origine americana, è particolarmente sostanzioso, ma che non vi venga in  mente di utilizzare un Philadelphia light o cose di questo tipo: il risultato non sarà assolutamente soddisfacente, quindi…mangiatene una fettina piccola, ma usate ingredienti “giusti”!

NEW YORK CHEESECAKE


Ingredienti, per una tortiera a cerniera da 24 cm:
base:
200 g di biscotti Digestive
30 d di zucchero di canna
80 g di burro non salato

farcia:
650 g di Philadelphia (non deve essere né light, né duo! Serve classico!), temperatura ambiente
130 g di zucchero semolato fino
20 g di farina
3 uova, temperatura ambiente
55 ml di panna fresca
Poca scorza di limone grattata, 1 cucchiaino circa
Poco estratto di vaniglia, 1 cucchiaino circa

topping:
240 ml di panna acida (sour cream)
30 g di zucchero semolato fino
Poco estratto di vaniglia, circa ½ cucchiaino

Procedimento:
Prima di tutto fare la base: fondere il burro, sbriciolare i biscotti nel mixer con lo zucchero e poi amalgamare tutto bene bene. Copri il fondo della tortiera con un disco della stessa misura di carta forno, a cucchiaiate versaci sopra i biscotti amalgamati col burro, livella bene il tutto in modo omogeneo e poni in frigorifero per una mezz’ora, o 45 minuti.
Riscalda il forno a 180°.
Prepariamo il ripieno! In una ciotola capiente versare il formaggio a temperatura ambiente, lo zucchero e la farina. Sbattere, magari con lo sbattitore elettrico o con la planetaria, per circa 2 minuti, fino a quando sarà ben cremoso. Aggiungere le uova a temperatura ambiente, una alla volta, mi raccomando! Prima di aggiungere l’altro, verificare che si sia ben amalgamato l’uovo precedente. Aggiungere quindi anche la panna, la scorza di limone, e la vaniglia, mescolare finché ben incorporati. Tirar fuori dal frigo la base, verificare che il burro si sia ben compattato e versare sopra la crema di formaggio, livellandola bene con una spatola. Non è necessario imburrare ed infarinare i bordi della tortiera, anzi non fatelo proprio, perché quando il dolce sarà cotto e raffreddato si staccherà da sola dalla pareti dello stampo. Infornare e dopo 15 minuti, abbassare la temperatura da 180 a 120° e quindi prolungare la cottura ancora per 35-40 minuti, facendo attenzioni che il dolce non diventi troppo scuro: in questo caso coprite con un foglio di carta di alluminio. Il dolce sarà cotto quando, muovendo leggermente la tortiera, il centro sarà ancora leggermente traballante, della consistenza di tipo un budino.
Quindi estrarre il dolce, lasciando acceso il forno, e preparare il topping: mescola bene in una ciotolina con un cucchiaio la panna acida, lo zucchero e la vaniglia. Versare sul dolce col cucchiaio e a piccoli mucchietti il topping livellandolo il più possibile in maniera uniforme con una spatola. Reinfornare per altri 15 minuti circa.
Estrarre definitivamente il dolce dal forno. Lasciarlo raffreddare fuori dal forno e, quando sarà completamente freddo, farlo riposare in frigorifero una giornata intera, anche due: più il dolce riposa, più buono sarà!
Al momento di servire, togliere la cerniera della tortiera, magari aiutandovi con un coltello, e con lo stesso, se necessario, togliere dai bordi la parte marroncina, facendoli diventare bianchi. Adagiare il dolce su un piatto da portata e decorarlo a piacere.

Solitamente il Cheesecake viene servito o decorato con della frutta fresca (generalmente fragole e/o frutti di bosco) e con annessa salsa di frutta (molto spesso quella di fragole) oppure con una salsa al cioccolato o al caramello. Tuttavia consiglio caldamente di lasciare il Cheesecake bianco, al naturale, ed eventualmente portare in tavola le salse in delle ciotoline, affinché ognuno lo gusti come meglio desidera, per incontrare i gusti di tutti.
Il Cheesecake molto difficilmente non piace :-)

NOTE:
- le dosi che dava Joyofbaking erano superiori di 1/3, in modo da ottenere un Cheesecake più alto. A me piace di più un po’ più basso, per questo ho ridotto le dosi.
- non è un dolce difficile da realizzare, basta seguire fedelmente le istruzioni e, soprattutto, le dosi e i tempi di cottura. La fretta è la peggior nemica del Cheesecake!
- è un dolce comodo perché si può fare in anticipo, e ne guadagna di sapore: prendetelo in considerazione se avete cene in programma per non ridurvi all’ultimo minuto!


martedì 24 gennaio 2012

A not very English Plumcake, but a very delicious one

Ovviamente ciò che sto per dire verrà riconosciuto come verità universale, ma io lo dico lo stesso: a scuola mi annoio terribilmente. E mettiamo in chiaro una cosa: a me piace la scuola! Mi piace studiare, imparare, apprendere. La mia mente ha un bisogno continuo di essere “rigenerata”. Ma cavolo,  con certi professori, durante certe ore, non cadere nella tentazione di dormire è davvero cosa difficile!
E così, tra uno sbuffo, uno sbadiglio e quant’altro, a volte mi capita di mettermi la testa tra le mani e pensare…una cosa che da sempre mi contraddistingue: i miei vaneggi sono dei veri e propri film della durata di ore e ore! Penso a qualunque cosa, penso a tutto. In questo non ho davvero limiti.
Oggi, per esempio, mi sono ricordata del fatto che l’indomani non avrei avuto nulla da mangiucchiare la mattina per la colazione. Sacrilegio! Non si può non avere nulla da mangiare la mattina! Sono una sfegatata sostenitrice della solita solfa “la colazione è il pranzo più importante della giornata, si deve mangiare a colazione!”e quindi per me è indispensabile trovare qualcosa di dolce, di appetitoso, ma allo stesso tempo di leggero per il primo pasto del giorno.
Ebbene, tutto ciò che cerco la mattina per iniziare con sprint la giornata, lo trovo nel mio buonissimo Plumcake ;-)

Il Plumcake è un tipico dolce inglese, rettangolare, che solitamente si prepara aggiungendo all’impasto base di uova, burro, zucchero, farina e lievito anche dei canditi, d’arancia o cedro, e dell’uvetta sultanina.
Dato che, però, a me non piacciono né i canditi, né l’uvetta –o meglio, non particolarmente- ho preferito ometterli e rendere il mio Plumcake più soffice con l’aggiunta dello yogurt.

Questa, quindi, è la ricetta che utilizzo nei casi in cui abbia voglia di una colazione British, buona, genuina e leggera: mangiare una fetta di questo dolce delicato con una vivace spremuta d’arancia e un candido bicchiere di latte è la ricetta perfetta per iniziare nel modo migliore la giornata! :-)

A NOT VERY ENGLISH PLUMCAKE, BUT A VERY DELICIOUS ONE


Ingredienti, per uno stampo rettangolare da 30 cm
130 g di zucchero a velo
2 uova
1 pizzico di sale
400 ml di yogurt alla vaniglia
100 g di burro fuso
280 g di farina manitoba
1 bustina da 16 g di lievito chimico in polvere

Preparazione:
In una ciotola si sbatte lo zucchero con le uova e il sale, per un bel po’, fino a che il composto risulterà gonfio e giallino. Allora si aggiunge lo yogurt e lo si mescola bene, poi si aggiunge il burro fuso tiepido e si mescola; per ultima, si aggiunge la farina setacciata con il lievito e si mescola ancora. Ora, di solito io faccio lievitare l’impasto nella ciotola in un luogo tiepido per circa 1 oretta, 1 oretta e mezza, poi lo trasferisco nello stampo -imburrato e infarinato- e lo cuocio in forno caldo a 180° per 35-40 minuti. Se voi non avete pazienza di aspettare il tempo di lievitazione, oppure volete sganasciarvi subito il dolce, oppure ancora avete un impegno e dovete far veloce, potete benissimo non far lievitare il Plumcake e procedere subito alla cottura del dolce: verrà delizioso ugualmente ;-)

NOTE:
- potete utilizzare qualunque gusto di yogurt voi preferiate: solitamente io uso o vaniglia o limone, per ottenere un dolce dal gusto abbastanza neutro e che quindi piace a tutti!
-Inoltre, si può anche arricchire con frutta -sia fresca, che secca, che disidratata!-

giovedì 19 gennaio 2012

La crêpe parfaite

Molto spesso il pomeriggio ho voglia di una merenda dolce, coccolosa. Ma non troppo pesante. A volte quindi mi lancio su fette biscottate con marmellate, a volte sul classicissimo cappuccino con taaanta schiuma, altre....altre volte sulla crêpe ;-)
Ringraziando i cugini Francesi quindi, oggi vi propongo questa ricetta, quella che secondo me è la migliore. Saporita, buonissima. La ricetta...diciamo che non viene proprio da una francese doc, ma vabbè...vogliamo bene lo stesso alla cara Martha ;-)

Oggi post stile sms, ma sono di corsaaaa

La crêpe parfaite

photo by John Paul Urizar

Ingredienti, per circa 8/10 crêpes (a seconda delle dimensioni) :
(ricetta di Martha Stewart)
55 g di farina 00
25 g di zucchero
1 pizzico di sale
1 uovo
165 g di latte
20 g di burro fuso
Aromi a piacere –io di solito, uso : scorza grattata di limone o d’arancia oppure estratto di vaniglia-

Preparazione :
Mescola in una ciotola farina, zucchero e sale. A parte sbatti l’uovo e poi aggiungi il latte. Unisci uova e latte alla ciotola della farina, mescola benissimo e poi unisci alla fine anche il burro fuso freddo sciolto precedentemenete con 1 cucchiaio d’acqua e sbatti bene, non devono esserci grumi ! riposo in frigo di 1 ora circa. Scaldare una padella antiaderente –in alternativa l’apposita padella per crêpes, se siete fortunati e ce l’avete ;-) ungere con pochissimissimo olio o burro, calarci sopra un mestolino di pastella, far roteare bene l’impasto ve cuocere 2 minuti x lato. Sollevare e adagiare su un piatto.

Ma il comdimento ?
Via libera alla fantasia ! Le crêpes sono altamente personalizzabili ;-)
Questi i miei abbinamenti prediletti :
-crêpe spalmata di miele, con pere a fettine sottili, noci schiacciate e zucchero di canna ;
-crêpe spalmata di panna montata con frutti di bosco freschi irrorati di limone ;
-crêpe con arance caramellate
-crêpe con burro, zucchero, e limone
-crêpe con mela a fettine sottili irrorata di cannella e limone con mandorle tostate a lamelle


Buona crêpe a tuttiiiii :-) 


giovedì 5 gennaio 2012

Alla scoperta di nuovi ingredienti: Biscotti allo zenzero e miele


Allora, com’è questo 2012?!
Lo so, lo so, è appena iniziato ma io sono già piena di propositi che….alla fine non riuscirò mai a realizzare! Ma vabbè, i sogni son belli per questo, perché forse in fondo al cuore e all’anima si ha un po’ la certezza che non si riuscirà a metterli in atto :- )
Ma dando uno schiaffo a questo mondo dorato e magico intriso di sogni e passando alla vita, quella vera, oggi vorrei raccontarvi di un ingrediente che, seppur conoscessi da tempo e m’intrigasse alquanto, non avevo né mai utilizzato né mai…comprato! Poi ecco, così d’impulso, mentre correvo tra le corsie del supermercato il 24 di dicembre -sisi alla vigilia di Natale!-  per delle cosucce che sistematicamente quando ti servono non le hai, l’ho preso al volo dallo scaffale e l’ho acquistato, speranzosa di usarlo magari per impreziosire qualche piatto per il pranzo del 25. Sicuramente vi starete chiedendo…o starete pensando… ma chissà che cosa hai mai comprato questa! Bhè, in effetti, nulla di così esclusivo o chic o tanto acclamato…ho acquistato il mio primo zenzero! Che roba scema, vero?!

Si perché potrebbe sembrare una cosa banale, addirittura stupida, ma voi ci avete mai pensato al fatto che esistano così tante cose –non necessariamente culinarie- che noi non abbiamo mai provato o molte volte addirittura mai conosciuto? E che magari queste cose poi, una volta provate, vi piacciono talmente tanto che da lì in poi non ne potrete più fare a meno? Sarebbe da incoscienti continuare ad ignorarle, continuare ad utilizzare sempre la stesse cose, non allargare mai le proprie vedute, non concedersi il diritto –o dovere,  seconda dei punti di vista- di far entrare un po’ di tutte le culture del mondo nella nostra. Io sono partita proprio dallo zenzero! E voi, da cosa partirete voi?


“Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è giapponese. Il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero !!!”
Quindi, lo zenzero! Cito da Giallozefferano.it:
Dello zenzero in cucina si usa principalmente la radice fresca, o la sua polvere essiccata, ma anche  i germogli, le foglie e le infiorescenze vengono consumati crudi o cotti.
Viene usato in gastronomia come spezia per il suo profumo pungente e il delizioso sapore leggermente piccante, ma anche in liquoreria, nell'industria della
birra, nella produzione della frutta candita e di confetture. Nei paesi anglosassoni, oltre al suo vasto impiego nella produzione della birra, viene utilizzato anche per produrre il Gingerale, una bevanda analcolica e gassata preparata con lo zenzero, simile alla nostra acqua tonica.
Lo zenzero si abbina molto bene con carne, pollame, crostacei, pesce e cacciagione; è inoltre molto utilizzato per preparare torte, biscotti (specie quelli natalizi) e dolci secchi in genere; si usa per aromatizzare bibite (aperitivi e sciroppi), salse e creme.



La ricetta proviene dal libro “Muffin e dolcetti” edito da gribaudo di cui vi ho già parlato.
Allora, parlando sinceramente, mi aspettavo un po’ di più da questi biscotti. Me li aspettavo più morbidi, della consistenza simile ad un amaretto morbido, e invece no, sono più “frollosi”. Dal punto di vista delle papille gustative, invece, il sapore che prevalica è senza dubbio quello del miele: quello dello zenzero si percepisce più alla fine, lasciando un gusto frizzantino in bocca che non a me non è dispiaciuto. La scorza d’arancia invece, quasi non si sente. Nel complesso mi sono piaciuti, ma non troppo.
Et voilà, la ricetta!


BISCOTTI ALLO ZENZERO E MIELE
Ingredienti per 30 biscotti:
350 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
Un pizzico di sale
½ cucchiaino di bicarbonato e ½ di lievito chimico
1 cucchiaio di zenzero in polvere, colmo!
La scorza grattata di ½ arancia biologica
125 g di burro
65 g di miele, io ho usato un comune millefiori
1 uovo sbattuto

Procedimento:
In un pentolino sciogliere a fuoco dolce il burro col miele; setacciare in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, zucchero, sale, bicarbonato, lievito, zenzero), miscelarli bene e aggiungere il composto di burro e miele che si sarà un po’ raffreddato. Aggiungere anche la scorza d’arancia e l’uovo sbattuto, quindi lavorate l’impasto con una forchetta fino a renderlo compatto. Impostare il forno a 180°. Con un cucchiaino prelevate dell’impasto, dategli la forma di una pallina leggermente schiacciata ed adagiatela su una teglia con carta forno. Infornate per circa 15-20 minuti e poi lasciar raffreddare su una gratella.

lunedì 19 dicembre 2011

Si dà il via alle pazzesche infornate di biscotti di Natale!

Per me ormai succede da 5 anni.
Ogni 22 dicembre di ogni anno impiego kili di burro, farina, zucchero, uova e sfogo tutta la fantasia, la creatività e la passione che ho. Ma per fare cosa, vi chiederete voi. Ma per fare i biscotti di Natale da regalare, no?!
Eh già.
Credo che ricevere come regalo di Natale dei piccoli, ricchi e colorati pacchettini contenenti golosità ad alto tasso calorico sia un vero piacere! Non c'è nulla di più genuino e, soprattutto, sentito, che ricevere -e fare- regali mangerecci home-made, che siano biscotti tradizionali o rivisitati o preparati per cioccolate in tazza dai gusti strambi ed originali, fino ad arrivare a slurposi sughi per la pasta o eleganti barattoli conciati per le feste contenenti verdure sott'olio e frutta sotto spirito.
Credo sia uno dei modi più carini per far vedere alle persone care quanto teniamo a loro. E così il cucinare diventa un gesto di puro e sincero affetto, un espediente per far capire che ciò che abbiamo sfornato dal nostro forno è stato fatto davvero col cuore!
Insomma, neanche da paragonare al comprare in fretta e furia alle 18 della sera del 24 oggetti per amici, parenti e compagnia bella che poi, nel migliore dei casi, faranno bella vista di sè, per giunta tutti impolverati, in qualche triste vetrinetta che si potrebbe definire "la vetrinetta dei regali inutili di Natale"!
Inoltre, ha pure un vantaggio: è economico!
Eh sì, perchè se voi fate tanti biscottini di frolla e poi li decorate o con la glassa, o con qualche ghirigoro di cioccolato, o con qualche pezzettini di frutta secca, o con la marmellata accoppiati a due a due, non spendete mica tanto eh!

Proviamo a fare 2 conti, per una bella dose di frolla (80 biscotti abbondanti) occorrono:
-farina (1 kg, 0,50€)
-zucchero (1 kg, 0,98€)
-burro(500g, 3,85)
-uova(confezione da 6, 1,25€)
-aromi vari (buccia di limone: limoni, 1,20€ al kg; vaniglia, 3 stecche: 3,75€)
TOT: 11, 63 €

Insomma, se con questa dose riuscite a fare 8 pacchettini, contando 10 biscotti a testa, per ogni pacchettini spendereste circa 1,45€ a testa! Mi sembra un ottimo risultato, che ne dite? Certo, non ho calcolato il costo dell'impacchettamento, ma io per quello utilizzo gli "scarti" della carta da regalo avanzata, e la decoro a mano, così vien fuori pure qualcosa di altamente personalizzato :-) quindi, costo quasi nullo!
Poi per le decorazioni io utilizzo solitamente ciò che ho in casa, e vi invito a fare altrettanto :-)

Ciò che non deve assolutamente mancare, però, è la fantasia! Se avete quella, avete già fatto tutto il lavoro!

Insomma, io dopodomani inizio! Volete un'anteprima?! Eh?!
Allora, come di consueto: 
  •  le pastefrolle, con questa ricetta -per me, la migliore-
  • i Lemon Meltaways, presi da lei
  • i Chocolate Crinkles, presi invece da lei
Prometto poi di farveli vedere, intanto, se volete fare come me, le ricette ve le ho fornite, quindi... non vi resta altro che provare!

E allora...non mi rimane altro che dirvi...

Buone sfornate di biscotti, ragazze! :-)

domenica 11 dicembre 2011

Cuori di vaniglia

Succede sempre così: quando ti vietano qualcosa, non c’è cosa che porti maggior libidine dell’infrangere la regola. Nel caso in cui, poi, sia tu stessa a vietarti categoricamente di introdurre in bocca qualsiasi cibo che potrebbe essere assolutamente “dannoso” per quella che è –o dovrebbe ;-)- essere considerata dieta, bhe, ma allora…dove sta il problema?! Qualcuno aveva forse promesso di mantenerla, questa dieta?! Ma scherziii?!
Ma io dico, ma come si fa a resistere alla Signora delle Tentazioni, ovverosia quella malefica vocina che incessantemente ti dice “ma sì, dai dai, che un biscottino al burro profumato di vaniglia e limone te lo puoi mangiare, dai dai, è solo un innocente e candido biscottino al burro!!!” ma certo, che cavolo vuoi che sia un biscottino al burro?! Solamente un concentrato di calorie, grassi e zuccheri che, ammettilo, non smaltirai nemmeno con 72 ore di corsa ;-)
Ma…alla fine…se non si dà retta al fatto che: certo, non lo smaltisco nemmeno con 72 ore di corsa… ma, invece, si dà retta al fatto che: ok, sono a dieta, ma qualcuno aveva detto che sgarrare ogni tanto fa bene! …al fatto che: ho bisogno di zuccheri e grassi per scaldarmi, è una giornata tanto grigia e fredda! …al fatto che: giuro giuro giuro, mi fermo ad un biscotto solo! …al fatto che: tanto finora sono stata brava, è giunto il momento di concedersi qualche coccola!

Bhe…allora…

Che biscottino al burro sia!!!

Come avrete capito, l’altro giorno avevo una irreprensibile e accesa voglia di…biscotti al burro! Avvolti dal profumo inebriante e dolce della vaniglia, e resi un pizzico frizzanti dal profumo acidulo regalato da pochissima scorza di limone grattugiata, questi biscotti sono perfetti per accompagnare un thè caldo in compagnia delle amiche, sono sublimi anche per essere mangiati così, al nature, diventano invece eleganti se inzuppati in poco cioccolato fondente fuso –io non l’ho fatto sennò…mica mi fermavo ad un biscotto solo!- e, dato che siamo in periodo di regali mangerecci, sono perfetti per essere regalati se li fate a forma di alberello di natale, di pacco regalo, o di pupazzo di neve e se poi li abbellite con delle glasse colorate!

Questi biscotti, insomma, croccanti al punto giusto, non vi faranno di certo pentire per lo sgarro alla “dieta”….fateli!!! Perché, oltre al fatto che sono buonissimi, sono pure relativamente veloci.

Con questa ricetta partecipo al giveaway di “Arabafelice in cucina”: “Marthellati!”

Cuori di vaniglia



Ingredienti per circa 25 biscotti a forma di cuore:
150 g di burro di ottima qualità, freddo di frigo
125 g di zucchero semolato
210 g di farina 00
1 bacca di vaniglia
Una grattatina di scorza di limone non trattato

Procedimento:
in una ciotola, sbattete il burro freddo tagliato a pezzettini piccoli con lo zucchero, per almeno 5 minuti. Deve risultare una massa morbida e montata. Aggiungete i semini della bacca di vaniglia, incidendola a metà nel senso della lunghezza ed estraendo i semini con l’aiuto di un coltellino. E la buccia di limone –mi raccomando, ne basta proprio poca-. Mescolate bene e poi aggiungete anche la farina setacciata, formate una palla che poi avvolgerete in pellicola e lascerete riposare in frigo per un’oretta. Trascorso il tempo di riposo, riprendete la pasta, lavoratela poco, stendetela ad uno spessore di 1 cm, anche 1 cm e mezzo, e ritagliate i biscotti con le apposite formine, nel mio caso a forma di cuore. Adagiate i biscotti in una placca rivestita di carta forno e cuocere in forno caldo a 180° per 13 o 15 minuti, comunque fino a che i bordi saranno dorati.
Consumare preferibilmente a partire dal giorno dopo, sono molto più buoniiii ;-)

NOTE:
- Se preferite, potete omettere la scorza di limone grattugiata, io l’ho messa perché adoro il connubio vaniglia-limone!
- So che è tanta, ma non dimezzate o diminuite la dose di burro: sono sempre biscotti al burro, alla fine! E proprio questo regala una fragranza incredibile al biscotto!
- Come avete visto, la ricetta non presenta uova: quindi questi biscotti possono essere mangiati anche da chi ne è intollerante ;-)